Come fare la birra

A cura dello staff di Vivi in Campagna

 

Fino a quattro decenni fa nelle regioni mediterranee, e in genere nelle aree geografiche più calde, l'interesse per la birra è stato piuttosto scarso, o per lo meno poco diffuso.

Eppure questa bevanda ha costituito, fin dai tempi più remoti, un elemento di rilevanza primaria nelle abitudini alimentari di quasi tutti i popoli. In buona parte la ragione di ciò è da attribuirsi al fatto che la birra non può essere prodotta, né può essere consumata, senza l'aiuto del freddo. In tempi non proprio lontani dai nostri, durante l'inverno si prelevava il ghiaccio dai laghi, e con carri trainati da buoi o cavalli lo si portava alla fabbrica di birra, dove lo si accumulava nella "cantina frontale".

Come fare la birra in casa

Da questa l'aria fredda scendeva alle cantine di deposito, lambendo, con il suo gelido alito, le botti di rovere in cui la birra andava maturando per tutta l'estate. La si produceva, allora, solo nel periodo che va dal giorno di San Michele a quello di San Giorgio, per non correre il rischio che il mosto, prima di fermentare, inacidisse, a causa del caldo.

Per quanto riguarda l'Italia va tenuto presente che nel 1955 il necessario per la fabbricazione della birra veniva ancora importato: l'orzo (quasi tutto in forma di malto già lavorato), il luppolo e i macchinari tecnologici si acquistavano all'estero, con un forte esborso di valuta. La birra si può considerare oggi un prodotto integralmente nazionale grazie all'agricoltura locale, che è capace di fornire all'industria birraia orzo e cereali di qualità senz'altro superiore a quella offerta dal mercato internazionale.

I modi per prodursi la birra in casa sono vari e partono dal più semplice con il sistema dei Kit Luppolati per poi passare a quello "intermedio" dell'E+G (estratto+grani) fino ad arrivare a quello più complesso, ma che vi darà sicuramente molte soddisfazioni, dell'All Grain (detto anche AG). In questa breve guida ci soffermeremo sul primo metodo, quello dei Kit Luppolati. Iniziamo!

 

  • Primo passaggio: LA PREPARAZIONE DEL MOSTO

Il malto contenuto nella lattina viene versato nel contenitore e mescolato insieme ad 1 kg di zucchero e con l’aggiunta dell’acqua; viene così realizzato il mosto di malto.

 

  • Secondo passaggio: ATTIVAZIONE DELLA FERMENTAZIONE

Aggiungendo il lievito vivo al mosto di malto, si dà avvio alla fermentazione; quest’ultima si attiva ad una temperatura compresa tra i 22° e i 32° e si completa mediamente in circa 7-8 giorni dal suo inizio.

 

  • Terzo passaggio: FERMENTAZIONE

E' il processo che permette la trasformazione dello zucchero in anidride carbonica ed alcool etilico, producendo il tipico gorgogliamento del mosto.

 

  • Quarto passaggio: IL TRAVASO

Si tratta della fase che permetterà di isolare la giovane birra dal residuo della fermentazione che si trova adagiato sul fondo del contenitore.

 

  • Quinto passaggio: LA RIFERMENTAZIONE

Dopo il travaso è necessario aggiungere alla birra altri 180g. di zucchero disciolto in acqua calda che andranno mescolati con la birra per avviare la definitiva maturazione che avverrà direttamente in bottiglia.

 

  • Sesto passaggio: IMBOTTIGLIAMENTO

Lavare con cura e fare sgocciolare bene le bottiglie e tutti gli accessori che utilizzerete per l’imbottigliamento, sterilizzandoli con il metabisolfito di potassio, e poi con un apposito travasatore procedete al riempimento ed alla chiusura ermetica delle bottiglie.

 

  • Settimo passaggio: LA MATURAZIONE

La vostra birra sarà già pronta da gustare quindici giorni dopo l’imbottigliamento; è consigliabile tuttavia lasciarla maturare in un luogo fresco e con poca luce per altre 4-6 settimane per poterla apprezzare nel pieno del suo gusto