Come fare il miele

A cura dello staff di Vivi in Campagna

 

  • Da dove nasce questa tradizione?

Fin dall'antichità il miele era noto praticamente in tutti i popoli ed è stato per lungo tempo l'unico alimento zuccherino. Per esempio, gli Egizi, lo utilizzavano oltre a scopi alimentari, anche per confezionare pomate ed ungenti e per curare ferite e piaghe, dato che si pensava potesse avere poteri lenitivi miracolosi. Ed è proprio per questo motivo che le prime testimonianze di apicoltori che risalivano con le arnie il corso del Nilo per approfittare delle fioriture arrivano proprio dall'Egitto.

I sumeri invece lo impiegavano in creme con argilla, acqua e olio di cedro, mentre i babilonesi lo usavano per cucinare (note erano le focaccine di farina, sesamo, datteri e miele). Per i greci invece era il "cibo degli dei" e quindi rappresentava una componente importantissima nei riti che prevedevano offerte votive.

 

  • Come si produce il miele?

La principale fonte di approvvigionamento è il nettare che è prodotto da fiori e dalla melata che è un derivato della linfa degli alberi, prodotta da alcuni insetti come la metcalfa, che trasforma la linfa delle piante trattenendone l'azoto ed espellendo il liquido in eccesso ricco di zuccheri.

La composizione dei nettari varia secondo le piante che li producono. In ogni caso sono comunque composti principalmente da glucidi, come saccarosio, glucosio e fruttosio, e acqua.

La produzione vera e propria avviene nell'ingluvie dell'ape bottinatrice, nella cosiddetta borsa melaria, dove il nettare raccolto viene poi accumulato. Arrivata nell'alveare, l'ape rigurgita il nettare che in questo stato è ancora molto liquido. Successivamente tutto il lavoro passa alle api operaie che per 30 minuti digeriscono il nettare scindendo gli zuccheri complessi in zuccheri semplici. L'elaborazione del nettare viene ultimata con la disidratazione, le api operaie ventilatrici, battendo le ali creano una corrente d'aria che provoca l'evaporazione dell'acqua creando così dopo 36 giorni di maturazione, il miele vero e proprio. Viene quindi poi immagazzinato in altre cellette che, una volta piene, saranno sigillate.

 

 

  • Come si struttura la lavorazione del miele?

La lavorazione dell'apicoltore inizia dove finisce quella dell'ape, ovvero alla fine delle fioriture dopo che le api hanno immagazzinato e sigillato il miele nei favi.

 

La lavorazione e gli strumenti necessari li riportiamo qua sotto:

  • Estrazione dei melari

Le api accumulano il miele prodotto nei favi contenuti nei melari e nel momento più opportuno l'apicoltore decide di toglierli dall'arnia per portarli in laboratorio per iniziare l'estrazione del miele vero e proprio. In questa fase è necessario togliere le api contenute nel melario e gli strumenti comunemente più utilizzati sono  il soffiatore oppure gli apiscampi. Tutti gli attrezzi necessari per questo processo li puoi trovare sul nostro sito nella categoria dedicata all'apicoltura.

I soffiatori vengono utilizzati dagli apicoltori professionisti perché più rapidi e perché è sufficiente una sola visita per completare l'estrazione dei melari. Il melario viene prima di tutto posto in verticale sull'arnia e poi con il soffiatore si va a "spazzare" via tutte le api in pochi secondi senza particolari problemi. Gli apiscampi invece devono essere posti tra il nido e il melario qualche giorno prima del processo e quindi è necessario più tempo e passaggi. Vengono utilizzati soprattutto dagli apicoltori hobbisti in quanto sono più economici dei soffiatori.

 

  • Stoccaggio melari

Una volta effettuata l'estrazione i melari vengono portati in laboratorio ed accatastati. In questo processo è necessario controllare il grado di umidità del miele attraverso un refrattometro. Se dovesse risultare troppo umido occorrerebbe procedere alla fase di deumidificazione.

 

  • Disopercolatura

Come abbiamo visto i favi dei melari sono di solito opercolati (con le cellette chiuse con un tappino di cera) e quindi occorre togliere questo "tappo" per permettere al miele di fuoriuscire. Questa semplice operazione di solito viene effettuata a mano tramite appositi attrezzi (forchetta o coltello) oppure tramite dei processi meccanizzati con apposite macchine per la disopercolatura.

 

  • Smielatura

Una volta effettuata la disopercolatura è necessario che i telaini vengano posti nello smielatore che, grazie alla sua forza centrifuga, fa fuoriouscire il miele. Successivamente il miele viene portato nei maturatori.

 

  • Filtraggio

Il miele che viene versato nei maturatori viene poi filtrato in appositi filtri che raccolgono i residui di cera, i resti delle api, e altri materiali caduti accidentalmente nel miele. Per questo fondamentale passaggio abbiamo disponibili sul nostro store diversi tipi di filtri (dimensioni, modelli, materiale etc) ideale per il filtraggio del miele da tutte le impurità.

 

  • Decantazione del miele

Nella fase di smielatura il miele acquista aria che viene successivamente eliminata nella fase di decantazione. Semplicemente nel maturatore il miele decanta e l'aria viene a galla sotto forma di bollicine che formano la schiuma.

 

  • Invasettamento

Una volta tornato limpido il miele può essere invasettato oppure versato in recipienti (latte o fusti) di dimensioni maggiori ideali per la vendita poi all'ingrosso.

 

  • Stoccaggio

Di fondamentale importanza lo stoccaggio del miele è una delle fasi più importanti per il miele perché se conservato in luoghi con elevata temperatura oppure sotto all'esposizione diretta del sole si può compromettere oltre alla qualità del prodotto anche il sapore e la commestibilità!