Come conservare il vino

A cura dello staff di Vivi in Campagna

 

Chi si dedica per passatempo e per piacere personale alla produzione del vino quasi sicuramente non dispone di ambienti studiati per la sua produzione e conservazione. Generalmente, si devono adattare a cantina locali che possono essere più o meno idonei allo scopo (come scantinati di abitazioni, rimesse per auto, magazzini, vecchie case ecc). In ogni caso è bene precisare alcune caratteristiche che devono avere questi ambienti. Innanzitutto sarebbe opportuno che ci fosse una distinzione tra il locale dove avvengono la fermentazione e le lavorazioni del vino nuovo e il locale dove verrà poi conservato il vino, in particolare se imbottigliato.

 

 

  • I locali per conservare il vino

L'ambiente dovrebbe essere rivolto preferibilmente a nord-est; il pavimento in terra battuta, drenata, con sopra ghiaia, o in cotto o cemento. Per le pareti e i soffitti l'ideale sarebbero mattoni, o pietre a vista, mentre vanno evitate piastrellature che non permettono la traspirazione. Anche le vibrazioni sono un pericolo: niente elettrodomestici o fonti di inquinamento acustico nelle vicinanze (traffico compreso). La luce va bandita (anche il neon), perché accelera l'invecchiamento: il vino troppo esposto alla luce assume addirittura un gusto particolare, che i francesi chiamano goût de lumière. Niente tubi di riscaldamento o caldaie con relativi sbalzi termici: la temperatura deve mantenersi costante tra i 12 e 16 °C.

L'umidità è il parametro in assoluto più importante: l'igrometro dovrebbe indicare tra il 70 e l'80%. Un'umidità più bassa potrebbe far rinsecchire i tappi, causando una rapida ossidazione del vino. Se l'ambiente è secco, potete installare un umidificatore, o ricorrere a un sacco di sabbia mantenuto sempre umido. Occhio anche agli odori! Il vino li assorbe tutti!

 

 

  • E nel ripostiglio?

Cosa fare se non si dispone di una cantina adeguata? Le soluzioni sono essenzialmente due. Se in casa avete un ripostiglio, eliminate odori forti, fonti di calore e di luce e coricate le bottiglie negli scaffali. Dato che l'aria calda tende a salire, sdraiate in basso gli spumanti, più su i bianchi e rosati, e infine i rossi.

 

 

  • Organizzazione delle bottiglie

La scaffalatura, possibilmente in legno (materiale che assorbe le vibrazioni e mantiene costante la temperatura) dovrebbe essere posizionata lungo le pareti. Con un po' di impegno potete riuscire a impilare fino a 365 bottiglie in una scaffalatura lunga 2,5 metri e alta 2. Le bottiglie vanno sempre tenute coricate: il vino, così, rimane a contatto con il tappo che, inumidito, mantiene la propria flessibilità e aderisce in modo ottimale al collo della bottiglia. La posizione delle bottiglie è dunque orizzontale per vini fermi e spumanti, verticale solo per i vini da consumarsi giovani e per i liquorosi.

Negli scaffali più bassi devono trovare posto i vini bianchi più giovani (spumanti compresi), e poi via via più in alto i vini bianchi meno giovani, vini rosati, rossi giovani, rossi più corposi, rossi da invecchiamento, vini liquorosi.

I vini possono essere organizzati a piacere secondo il luogo di provenienza, per tipologia di vino, zona di produzione, produttore o annata. In una mensola potete sistemare, in piedi, quelle bottiglie che molto probabilmente saranno consumate entro breve.

 

 

  • Conservare lo spumante

Spumanti e vini frizzanti non vanno invecchiati! Evitate quindi di conservarli per più di 1 anno. Gli spumanti metodo Classico vanno bevuti entro un anno dalla sboccatura (la data generalmente è indicata sull'etichetta). I vini frizzanti non dovrebbero arrivare neppure alla nuova vendemmia. Lo spumante va comunque tenuto al buio, a una temperatura costante fra 10 e 15 °C. Per impedire che il tappo si asciughi, l'umidità deve aggirarsi intorno al 70-75%. Le bottiglie vanno conservate in posizione orizzontale nella parte più bassa della scaffalatura (vicine al pavimento, perché si presume sia il posto più freddo della cantina).